My private  Maggiolini

Tre capolavori di Giuseppe Maggiolini saranno visibili presso il laboratorio, aperto al pubblico in occasione della Design Week 2019. Si tratta di tre gioielli del più importante ebanista italiano neoclassico restaurati nel corso della mia trentennale attività di conservazione, studio e catalogazione dell’opera maggioliniana. Opere di straordinaria qualità, conservate in collezioni private, che mi sono particolarmente care per la loro bellezza e per i ricordi di studio che mi legano ad esse.

Il primo mobile, reso noto da Giuseppe Morazzoni nel 1938 quando fu esposto alla “Mostra commemorativa di Giuseppe Maggiolini” per il bicentenario della nascita dell’ebanista, è un tavolino eseguito nel 1790 in occasione delle nozze tra Giberto Borromeo e Maria Elisabetta Cusani. Maggiolini intarsiò al centro del piano riccamente ornato, un bel disegno di Giuseppe Levati in cui un’aquila regge tra gli artigli una cornucopia ricolma di fiori e una tromba; sulle fasce compare un fregio disegnato da Giocondo Albertolli e pubblicato nel 1782 in una tavola del volume Ornamenti diversi, la prima delle quattro raccolte di modelli ornamentali edite dal celeberrimo professore d’ornato presso l’Accademia di Belle arti di Brera. Mobile di piccole dimensioni completamente rivestito di finissimi intarsi che ne fanno un vero e proprio gioiello, conservato in una collezione privata e mai più esposto dopo il 1938.

Il secondo mobile è un piccolo comodino da centro che accompagnava, come ha scritto Alvar González-Palacios: “quello che io riterrei uno dei più bei mobili di Giuseppe Maggiolini”: una grandiosa commode apparsa a un’asta di Christie’s a Roma nel 1986. Reso noto dallo stesso González-Palacios nel medesimo anno, come la commode è caratterizzato,  secondo le parole del suo scopritore, da “un ambizioso programma figurativo e un ricco repertorio ornamentale”.  Sulle quattro facciate Maggiolini intarsiò le personificazioni dei quattro Elementi messe a punto dal pittore Carlo Cantaluppi i cui disegni sono ancora conservati nel Fondo dei disegni di bottega. La bellezza, oltre alla ricchezza del repertorio ornamentale, è evidente nelle panoplie di fiori in legni policromi che lo straordinario stato di conservazione permette di apprezzare con i delicati colori così come le licenziò Giuseppe Maggiolini verso il 1790. 

Completa questa mostra un piccolo tavolo, sino ad oggi inedito, che sappiamo essere stato eseguito, come recita una lunga iscrizione autografa dell’ebanista sui disegni preparatori per le tarsie, nel 1795 per un “Gabinetto ricco del Signor Marchese don Pio Pallavicini Trivulzio”, uno dei principali clienti di Maggiolini che in occasione delle sue nozze nel 1787 aveva commissionato al celebre intarsiatore due grandi commodes recentemente riscoperte e presentate in occasione di  TEFAF Maastricht 2019. Ricchissima l’ornamentazione secondo i migliori repertori del Neoclassicismo milanese nella quale Maggiolini inserisce cammei con teste di imperatori romani su disegno di Andrea Appiani.

In occasione della mostra, si potranno anche vedere alcune fasi del restauro in corso di una coppia di inedite commodes che Maggiolini realizzò nella primavera del 1804 con tarsie tratte da disegni di Giuseppe Levati.  

My private Maggiolini. Tre capolavori in mostra per la Design Week 2019

Mostra a cura di Giuseppe Beretti e Alessandro Wegher

LaboratorioBeretti, via Jacopo dal Verme, 2 Milano. 8 -14 aprile 2019 dalle 10 alle 19

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