Le parole di un Maestro

Nostalgia e invenzione

Nostalgia e invenzione. Così s’intitola l’ultimo libro dato alle stampe da Alvar Gonzàlez-Palacios.  Scrivo queste  riflessioni  ad oltre un anno dall’uscita, dunque con non grande tempismo. Più che una lettura una rilettura. Ma poco importa perchè A.G.P può oramai considerarsi un classico della storia dell’arte, alla stregua dei suoi maestri  Roberto Longhi e Mario Praz. E questo libro non tradisce la fama dell’autore.  È indiscutibile che al suo cinquantennale impegno – spesso solitario nonostante le sue vaste relazioni con il mondo degli storici dell’arte europei, dei musei, dei grandi mercanti della seconda metà del ‘900 – spetta di aver fatto delle arti decorative una materia di studio applicando il metodo di quei grandi storici e connoisseur della prima metà del XX Secolo e di aver introdotto quelle che erano le “arti minori”, nel Tempio della storia dell’arte con quelle pietre miliari che furono i due volumi Il Tempio del Gusto (Longanesi, I marmi, 1984,1986).  Lavoro che ha avuto un ruolo fondamentale per la valorizzazione di un patrimonio artistico italiano, ma non solo, prima di lui  praticamente misconosciuto. Impagabile il contributo dato da Antologia di Belle Arti, per un trentennio co-diretta da A.G.P. e Federico Zeri.  Dispiace, a questo proposito, che lo storico editore (Allemandi) l’abbia lasciata morire d’inedia.

Cubano di nascita, italiano di adozione, ci voleva la Francia per riconoscere lo straordinario valore della sua opera conferendogli la Legion d’onore (alla quale ha fatto seguito l’accordo per il futuro lascito della sua biblioteca e dell’archivio all’Accademia di Francia a Villa Medici a Roma). Nostalgia e invenzione raccoglie, secondo l’uso di A.G.P. alcuni studi di ampio respiro, altri più circostanziati, dispersi in riviste specialistiche, a volte nemmeno tradotti prima in italiano. Tutti studi aventi come filo conduttore le arti – non solo decorative – italiane del Settecento tra Roma e il Regno di Napoli. Ambiti di studio ai quali A.G.P ha dedicato le sue migliori energie degli ultimi decenni. Dunque una summa di ricerche definitive, raccontate con uno stile preciso,  arguto – non esente da sottili astuzie dialettiche –  capace di restituirci come opere di fondamentale interesse per la storia dell’arte italiana, del gusto collezionistico, persino ‘opericciole’ perdute in un oblio infinitamente distante dalla nostra contemporaneità. Lo fa con una scrittura che a tratti un poco persino incanta, ma che si regge su di una capacità di analisi lucidissima, una solida impalcatura di fonti documentarie.  Nostalgia e invenzione trova posto nella Biblioteca d’arte Skira. Si tratta della più importante collana di ricerche di storia dell’arte oggi disponibile in Italia. Basta scorrere l’elenco dei libri sino ad ora editi. La curatela dei volumi è impeccabile, ma la collana, va detto, da un punto di vista editoriale è davvero modestissima:  per formato, per le  riproduzioni piccolissime e quasi sempre in bianco e nero. Poco più di un tascabile, anche nel prezzo. A così poco è ridotta in Italia la migliore editoria d’arte al di fuori dei cataloghi delle grandi mostre e dei libri su commissione?

Alvar Gonzàlez-Palacios, Nostalgia e invenzione, arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento,  Skirà, 2010, 281 pagine, € 32,00  ISBN 978-88-572-0151-1

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