Winckelmann milanese

La mostra allestita presso la Sala teresiana della Biblioteca Nazionale Braidense e curata da Aldo Coletto e Pierluigi Panza, ricostruisce la storia della prima edizione italiana della Geschichte der Kunst des Alterhums di Johann Joachim Winckelmann (1717-1768) di cui quest’anno ricorrono i trecento anni dalla nascita. Opera patrocinata dal governo Imperiale di Vienna, e curata dal poligrafo ligure – formatosi nella Parma di Du Tillot e naturalizzato milanese – Carlo Amoretti (1741-1816), la cui pubblicazione nel 1779 è al centro di una fitta rete di interessi politici e culturali che contribuiranno a fare di Milano, attraverso soprattutto l’Accademia di Belle Arti di Brera, la capitale del Neoclassicismo in Italia. Nemmeno si può tacere che Amoretti, in stretto rapporto di amicizia con Agostino Gerli  (1744-1821), è oggi considerato il vero autore degli Opuscoli editi, a nome di Gerli, nel 1785 a Parma per i tipi di Giambattista Bodoni (1740-1813).

Centrale in questa storia, e in questa mostra, è il ruolo del palazzo di Brera dove Maria Teresa volle nel 1776  l’Accademia di Belle arti e la Biblioteca Braidense. E ancora oggi nel palazzo di Brera, presso l’Istituto lombardo Accademia di Scienze e Lettere, è conservato il Fondo Amoretti  che comprende centinaia di lettere, manoscritti su vari argomenti (tra i quali una vita inedita di Leonardo da Vinci) a cui appartengono alcuni degli interessanti materiali in mostra che testimoniano del lavoro editoriale che portò alla pubblicazione milanese della  Storia della Arti del Disegno presso gli antichi. Mostra di manoscritti, lettere, libri e stampe accompagnata da un volume che ricostruisce tutti gli aspetti di questa poco nota storia cruciale per la diffusione del Neoclassicismo in Italia.

Winckelmann a Milano. A cura di Aldo Coletto e Pierluigi Panza. Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, 2 ottobre – 11 novembre 2017. Catalogo: Scalpendi editore. ISBN 978-88-99473-44-o

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