Giuseppe Morazzoni, pioniere dimenticato della storia delle arti decorative italiane

 

“Fu un vero maestro nella difficile arte d’insegnare ciò che pochi sanno e che molti credono di poter trascurare” G.Nicodemi, 1962

Copertina del volume La moda a Venezia nel secolo XVIII. Milano, 1931

Copertina del volume La moda a Venezia nel secolo XVIII. Milano, 1931

Giuseppe Cesare Carlo Morazzoni nacque a Milano il 2 ottobre 1883, figlio di Emilio (Cuggiono 1844 – Milano 1908) e di Angela Polastri (Torino 1849 – Belgirate 1912) “di modesta condizione; ma certamente di diritto e sereno sentire”.  Ebbe una sorella, di nome Maria, nata nel 1888. Questa e le altre notizie sulla sua vita, le apprendiamo dalle pagine “In memoria di Giuseppe Morazzoni” di Giorgio Nicodemi a premessa della pubblicazione, postuma nel 1962, de Il Mobile genovese (Edizioni libri artistici, Genova).  Nicodemi (1891-1967) di otto anni più giovane di Morazzoni, gli fu fedele amico per tutta la vita; dal 1908, quando si conobbero “nelle aule dell’Accademia Scientifico letteraria di Milano”, furono spesso “assieme nel difenderci da malintese imperiosità di falsi sapienti” (1962, p.10). Parlava francese e conosceva le lingue classiche; parlava e scriveva un ottimo italiano, come i suoi scritti stanno ancora oggi a dimostrare. Aveva dunque fatto buoni studi ma nulla sappiamo di più preciso in merito. Nicodemi ricorda che da giovane aveva soggiornato lungamente in diverse città italiane (Venezia, Roma, Napoli, Firenze), dove aveva stretto amicizie “preziose per i suoi studi” con direttori di Musei, archivisti e bibliotecari; ma anche con artisti e artigiani. Fu buon amico di Luca Beltrami (1854-1933) e Achille  Bertarelli (1863-1938), appartenenti alla generazione precedente la sua. Sempre Nicodemi ci ha lasciato anche una descrizione fisica dell’uomo nella totale assenza – che io sappia – di sue immagini note:

“La natura l’aveva dotato di un aspetto fisico minuto che non ingombrava mai, e che sembrava sfidare il tempo: di una statura mediocre, magro, vestito sempre di abiti scuri, di gesti parchi, di parole serene e ben meditate, quando sollevava gli occhi, il viso allungato e sottile, dai lineamenti severi, si faceva indagatore e pensoso con chiara gentilezza.”(1962, p. 10)

Da giovane, dopo gli studi, s’impiegò nella bottega di un antiquario; fu questa forse l’origine di “quello strano amore per le loro cose che hanno i commercianti di cose antiche” (1962, p. 11) che improntò la sua vita e i suoi studi. Fin qui i ricordi, oggi non verificabili, del suo vecchio amico, già conservatore delle Raccolte artistiche del Comune di Milano, Giorgio Nicodemi.

Veniamo invece a quel poco di documentario che oggi si consoce della sua vita. Morazzoni per vent’anni fu quello che oggi chiameremmo il conservatore del Museo teatrale della scala. Ma così è riduttivo. Fu colui che riordinò il corpus fondante del museo, ossia la collezione Sanbon, strappata nel 1911 a Pierpoint Morgan all’asta parigina dell’Hotel Drout, colui che accrebbe e riordinò con abnegazione le collezioni sino al 1933. Fu insomma il cuore pulsante del museo nato nel 1911 per volere di un comitato di illustri milanesi, entusiasti ma velleitari e litigiosi, che scarse idee avevano su cosa volesse dire mettere in piedi un museo. Uno dei primi atti del Consiglio direttivo del Museo teatrale fu, il 30 ottobre 1911, l’assunzione, come archivisti, del musicista Giulio Cesare Paribeni (1881-1964) e di Giuseppe Morazzoni. Paribeni terminerà il suo compito alla fine di maggio del 1912 mentre Morazzoni manterrà l’incarico (ridotto a due sole ore giornaliere).  Il museo fu inaugurato  l’8 marzo 1913. I rapporti tra Morazzoni e parte del Consiglio furono sempre difficili a causa della guerra che sempre gli fece il potentissimo, nella Milano di quegli anni, Soprintendente alle gallerie Ettore Modigliani e consigliere del museo, per ragioni che ci sfuggono. Vale la pena di riportare, a questo proposito, il (vergognoso) verbale della riunione del Consiglio del 18 marzo 1913:

“Dovendosi trattare del personale addetto al Museo, il Presidente (Visconti di Modrone) chiede quali provvedimenti il Consiglio intende prendere nei riguardi del Sig. Morazzoni che fino ad oggi e dal giorno in cui si iniziarono i lavori per il Museo ha prestato l’opera sua per la sorveglianza e l’ordinamento degli oggetti. S’inizia una viva discussione nella quale il Comm. Modigliani, riferendosi anche alle altre riunioni in cui si parlò dello stesso argomento, si dichiara assolutamente contrario al Morazzoni  e per ragioni finanziarie ed anche per ragioni di capacità. Crederebbe più opportuno prendere altro fattorino, ammettendo l’insufficienza dell’attuale personale. Il presidente fa osservare che, riconfermando Morazzoni a 150 lire mensili e accompagnando la conferma con una lettera dalla quale risultasse nessun impegno continuativo per conto del museo, la spesa sarebbe stata di ben poco superiore a quella necessaria per un semplice inserviente, col vantaggio di avere un personale di una categoria superiore che avrebbe l’autorità di sorvegliare e dirigere il servizio degli altri, e la competenza necessaria, dovuta anche alla sua conoscenza di tutta la raccolta, per occuparsi della biblioteca, dell’archivio, e per poter dare ai visitatori ed agli studiosi quegli schiarimenti che fossero del caso. Il Comm. Modigliani  si dichiara contrario all’idea del Presidente, insiste sull’opportunità di licenziare Morazzoni, dicendosi piuttosto favorevole, dato che il consiglio lo creda proprio necessario, assumere un personale di concetto aprendo un concorso, o di rivolgersi altrove per tale scelta. Prendono la parola il prof. Pogliaghi, il Maestro Sen. Arrigo Boito, il cav. Antonio Grandi, il comm. Marco Praga e dopo molte considerazioni il Consiglio approva la nomina del Morazzoni alle condizioni proposte dal Presidente  (Uberto Visconti di Modrone) dichiarandosi sempre contrario il Comm. Modigliani”.

Pogliaghi, Boito, e Uberto Visconti di Modrone furono qui suoi protettori; e lo furono per lunghi anni senza però mai riuscire ad ottenere per il povero Morazzoni la nomina a direttore che gli spettava e uno stipendio consono al ruolo. Anzi, dovettero sempre lottare per difenderlo dall’astio del Modigliani; le tensioni furono continue: il 25 aprile 1930 Morazzoni inviò al Consiglio una lettera di dimissioni che però ritirò su richiesta del presidente Ferrari. Non se ne conoscono le ragioni. Un incidente diplomatico si verificò anche  nel 1932.  Sul quotidiano “La sera” del 26 maggio 1932 apparve la notizia che Giuseppe Morazzoni stava preparando la pubblicazione del carteggio Boito-Bellaigue, recente dono della vedova Ballaigue al museo, senza l’autorizzazione del Consiglio direttivo del Museo – ma su incarico del Duca Marcello Visconti di Modrone (uno dei fondatori del museo e a lungo presidente) e del sindaco di Milano. Il Consiglio censurò Morazzoni e la pubblicazione fu cancellata.  Il casus belli si verificò però l’anno successivo, nel 1933, quando  Morazzoni “contravvenendo ad ogni principio di disciplina e responsabilità”, come riportano gli atti del Consiglio direttivo, prese l’iniziativa di inaugurare il busto commemorativo del musicista André-Ernest-Modeste Gretry senza adeguatamente mettere in risalto il ruolo del Consiglio del museo.  Il Modigliani ebbe finalmente la scusa buona per far votare il licenziamento di Morazzoni al quale, dopo ventidue anni di appassionato lavoro – all’età di quarantasette anni – fu chiesto di presentare le proprie dimissioni.  Scrive Nicodemi: “mai villania più grande fu inferta al mitissimo uomo, donatore di tante cose sue per arricchire sale e raccolte di quando furono accolte le sue dimissioni” (p. 13).

Morazzoni fu poligrafo indefesso, attività che intensificò, come la sua bibliografia testimonia, soprattutto dopo il licenziamento dal Museo teatrale della Scala. Si tratta di piccoli articoli, di opuscoli, probabilmente redatti su commissione, ma anche di vere e proprie monografie, alcune delle quali ancora oggi utili e ricercate dagli studiosi delle varie discipline di cui si occupò. Il lettore trova, a seguire, la bibliografia che abbiamo ricostruito, probabilmente non completa soprattutto per quanto riguarda gli articoli sulle riviste. Nemmeno la Seconda guerra mondiale lo fermò: anche in quegli anni, mentre la sua amata Milano veniva sbriciolata dai bombardamenti,  continuò indefessamente a scrivere e pubblicare sotto le bombe.  Anche dopo la guerra, qui torna a informarci il suo amico Nicodemi, Morazzoni continuò a finanziare la propria vita e gli studi lavorando umilmente:

“Il suo vero lavoro consisteva nel tenere ordinati archivi e biblioteche di casa patrizie, nel guidare giovani sposi nell’attrezzare la loro casa, nel far ricerche per studiosi con una diligenza commuovente e affettuosa su argomenti che gli erano del tutto estranei e sui quali gli piaceva di farsi cultura. […] Il sapere che gli veniva da quelle consuetudini di lavoro era veramente meraviglioso, e chi parlava con lui era sempre colpito dalle osservazioni con le quali riusciva ad aggiungere sempre qualche inedita notizia, a segnalare indicazioni preziose.” (1962, p. 13 e sg.)

Di lui nulla più sappiamo,  sino alla morte che avverrà, a Verbania, il 28 luglio 1959. La morte del “ceramologo” Giuseppe Morazzoni è annunciata in un necrologio sul “Corriere della sera” di due giorni dopo dalla sorella Maria, dagli gli amici, dall’editore Giulio Gorlich e dall’antiquario Eugenio Imbert.  Lasciò nei cassetti ancora molto materiale inedito di cui qualcosa fu pubblicato dopo la sua morte. I suoi libri, le sue carte, il suo archivio andarono perduti, come la memoria stessa di quest’uomo, mite pioniere dimenticato della storia delle arti della decorazione italiana.

 Bibliografia

Alessandro Durini, Milano, Alfieri & Lacroix, 1914

Catalogo del Museo teatrale alla Scala, Alfieri & Lacroix, 1914

Milano attraverso l’immagine. Vol I Il Duomo. Saggio iconografico, Alfieri e Lacroix, 1919

Il presepe napoletano, in: “Dedalo. Rassegna d’arte”, Anno 2, N. 6 (1921), pp. 380-404.

Il lattimo veneziano, in: “Dedalo. Rassegna d’arte” (direttore Ugo Ojetti) Nr. Anno 4, N.2 (1923-1924)

La terraglia bolognese del secolo XVIII, in: “Cronache d’arte”, Bologna, anno II, fascicolo 5, settembre-ottobre 1925

Il Palazzo da Mula di Murano: Note di G. Morazzoni, Venezia, Maestri muranesi Cappellini e C., 1926

Il mobile veneziano del ‘700, Casa editrice d’Arte Bestetti e Tuminelli, 1927

La Scala attraverso l’immagine. Saggio iconografico, Milano, Gli amici del Museo teatrale, 1928

La Scala nei centocinquant’anni della sua vita artistica: 1778-1928, Milano, a cura della rivista “La Scala e il Museo Teatrale”, 1928

La rilegatura piemontese nel ‘700, Milano, W.Toscanini & C., 1929

Verdi: lettere inedite/raccolte ed ordinate da G.Morazzoni. Le opere verdiane al Teatro alla Scala (1839-1929), Milano, a cura della rivista “La Scala e il Museo Teatrale”, 1929

Lettere inedite di Gaetano Donizetti: seguite da un saggio di iconografia donizettiana a cura di Giuseppe Morazzoni,  Milano,  Bollettino bibliografico musicale, 1930

I palchi del teatro alla Scala, Milano, Associazione amici del Museo teatrale, 1930

Lettere edite e inedite di Paolo Ferrari / a cura di G. Morazzoni, Milano, Gli amici del  Museo teatrale alla Scala, 1931

La moda a Venezia nel secolo XVIII, a cura di Giuseppe Morazzoni, Associazione gli amici del Museo teatrale della Scala, 1931

L’Ambrosiana nel terzo centenario di Federico Borromeo, Milano, Presso la Biblioteca Ambrosiana, 1932

Gretry e l’arte musicale italiana, Milano, Edizioni Ape, 1933

Nel cinquantenario della morte di Riccardo Wagner, G. Morazzoni, F.Guerrini, Milano, Edizioni Ape, 1933

Il Museo Correale di Sorrento, Roma. Libreria dello Stato, Anno XVI E.F., 1938

Le tariffe dei grandi ritrattisti residenti a Roma nel XVIII Secolo, Roma, Fratelli Palombi, 1939

Mostra di cimeli paganiniani organizzata dall’Ente provinciale per il turismo di Genova […], Milano, Alfieri, 1940

Il mobilio italiano. Enciclopedia monografica illustrata, Fratelli Bocca editori Milano-Roma, 1940

Note di Giuseppe  Morazzoni, in: E.Imbert, Le placchette italiane. Sec. XV-XIX. Milano, 1941

Tessuti decorativi: galloni, nastri, bordure, fiocchi dei secoli XVI-XIX: contributo alla storia dell’arte tessile in Italia, V. Ferrari; note di G. Morazzoni,  Milano, Alfieri & Lacroix, 1942

Il libro illustrato veneziano del Settecento, Hoepli, 1943

Il Natale di Roma del 1847, Roma, Fratelli Palombi, 1943

Mobili di Ulrich / presentati da Giuseppe Morazzoni, Milano, Alfieri, 1945

Giovanni Migliara: disegni, Milano, Goerlich, 1945

Le maioliche di Milano. Note di Giuseppe Morazzoni, Milano Goerlich, 1948

Il mobile genovese, Milano, Alfieri 1949

Saggio bibliografico delle armi antiche italiane, Milano, Associazione Amatori Armi Antiche, 1949

Maioliche e armi antiche di Legnago. Nota di Giuseppe Morazzoni, Milano, Associazione amatori armi antiche (Milano, Pubblipresse) 1950

Stucchi italiani, Maestri genovesi sec. XVI-XIX, Milano, 1950

La scenografia e i costumi, in: La Scala, 3 Agosto 1778 – 11 maggio 1946,  Milano, 1950

Le cornici veneziane raccolte da Giuseppe Morazzoni, Milano, Alfieri, 1951

La maiolica antica ligure. A cura di Gaetano Ballardini. Note di Giuseppe Morazzoni, Milano, Alfieri, 1951

Qualche tipo di maiolica settecentesca torinese, in: “L’industria della ceramica e silicati”, Milano, giugno 1951, pp.15-17.

Di alcuni ritratti napoleonici, in: “La Martinella di Milano: echi dell’anima lombarda”: Anno 1, Numero 1, giugno 1951

Come i pittori dell’Ottocento e del Novecento firmarono i loro quadri, Milano, Ceschina, 1952

Quando la stufa era un monumento, in: “La ceramica, nuova serie”, 7 febbraio 1952

Tre pezzi eccezionali di maiolica faentina, 1952 (articolo) ??

Ricami genovesi, Milano, Alfieri, 1952

Il ricamo genovese dal XV al XVIII secolo, In: “Emporium”, Vol CXV, n. 690, 1952, pp. 254-262

Il mobile intarsiato di Giuseppe Maggiolini, Goerlich, 1953

Le conterie veneziane, Note di Giuseppe Morazzonie  e Michelangelo Pasquato, Venezia, società veneziana di conterie e cristallerie, 1953

Le cornici bolognesi, Alfieri, c. 1953

Una maiolica Borbonica, in: “La patria”, Milano, 15 marzo 1954

Il mobile neoclassico italiano, Goerlich, 1955

La maiolica antica veneta, Milano, Alfieri, c. 1955

La terraglia italiana, a cura della società ceramica italiana, Laveno, Note di Giuseppe Morazzoni, prefazione di Leonardro Borgese, Milano, Alfieri, 1956

L’ombrello: contributo alla storia della moda e del costume, Note di G.Morazzoni e C.E. Restelli, Milano,  Goerlich, 1956

Influenze canoviane sul palcoscenico della feniceUno scenografo neoclassico veneto alla Scala di Milano. In: Atti del convegno: Arte Neoclassica 12/14 ottobre 1957  (Praz, Eugenio Battisti, Morassi, V. Querini) Pubblicati in: Collana Civiltà veneziana-Studi. Istituto per la collaborazione culturale Venezia-Roma, Firenze, 1964

La raccolta Sinigaglia all’Ambrosiana, Appunti di Giuseppe Morazzoni, Alfieri, 1958

Pubblicazioni Senza data

Argenterie genovesi, Milano, Alfieri s.d.

Mobili veneziani laccati, Milano, Alfieri, s.d.

Mobili veneziani laccati I. Gli ingressi, le sale, le sedie, i divani, Milano, Alfieri, s.d.

Mobili veneziani laccati II.  Camere da pranzo- tinelli- camere da letto- tolette-vassoi-varia, Milano, Alfieri, s.d.

Gli statuti dei Vassellari di Roma, s.d.

Giovan Battista Piranesi architetto ed incisore, 1720-1788: cento tavole e notizie biografiche / edite a cura di G.Morazzoni, Milano, Alfieri & Lacroix (forse 1920)

Libri editi dopo la morte di Morazzoni

Le porcellane italiane, Goerlich, Milano, 1960

Il mobile genovese (con una presentazione di Giorgio Nicodemi), Genova, Edizioni libri artistici, 1962

Il mobile veneziano del Settecento, Saul Levy; testo e note di Giuseppe Morazzoni, Goerlich, 1964

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